• Diario di un delicato
Diario di un delicato

Diario di un delicato

"Diario di un delicato", pubblicato su rivista nel 1944, un anno prima del suicidio, delinea una solitudine senza scampo . È una lunga, intensa, lacerata riflessione sulla vita che non si lascia prendere, che non si vuole prendere, dopo essere apparsa in un estremo di pienezza sotto le spoglie di Jeanne: sempre lì, a un millimetro, eppure irraggiungibile, tanto più irraggiungibile quanto più sembra sfiorare il protagonista, richiamarlo a sé con la sua voce di donna affascinante e normale. Sì, normale: Jeanne per tutto il libro è un'invocazione ad entrare nel ritmo elementare della vita, delle sue forze feconde, materne, paterne, quotidiane, benignamente borghesi. Ma il protagonista (che è Drieu in tutto e per tutto) oppone il suo rifiuto. Certo, non è un rifiuto prestabilito: se così fosse, non avremmo alcun dramma, e verrebbe anche meno quel chiaroscuro allarmato e fosco di presagi che è la scrittura stessa di Drieu. Non prestabilito e tuttavia potente, contiguo alla parte distruttiva di sé che ormai (nel' 44) prende il sopravvento e si radica comunque in quell'antico patto di fedeltà all'adolescenza selvatica e solitaria che il Diario ci ha dichiarato una volta per tutte: "Quando ero adolescente, promettevo a me stesso di restare fedele alla giovinezza: un giorno ho tentato di mantenere la parola". Vedi di più