• «Uno scordato strumento: cuore»
«Uno scordato strumento: cuore»

«Uno scordato strumento: cuore»

"A volte la storia è come una bambina che si scusa per la violenza subita...". Un disegno grottesco come "in una commedi a dove quel che resta è la liberta che s'inscena". Una pura provocazione, un'incisione violenta di una realtà di "aspra gente, cavia di un esperimento narrativo, morale, politico, sociale, in cui sembra dimenticato il cuore, o suona male". Un eccesso critico e surreale del potere di un uomo alla ricerca di vittime per aumentare la sua forza diabolica. Ma in una visione finale si vedranno le donne attuare una vendetta che sconvolge, dopo aver subito, come mitiche figure di antico teatro, la tragedia, il sacrificio, in una lotta contro "l'anima informe" del male che vorrebbe sempre prevalere. Sono presenti ragazzi; killer; boss; vittime, armi, droga, corruzione sanguinaria, ma ad un certo punto "una piacevole allucinazione collettiva": il paese guarisce dal virus della 'ndrangheta, ma è solo un breve "vero sogno" di un battito di vita che apre le ali. Vedi di più